EN 17235:2024 e UNI 11900: il nuovo binomio per gli impianti anticaduta
28 Gennaio 2026
EN 17235:2024 e UNI 11900: il nuovo binomio per impianti anticaduta, linee vita e dispositivi di ancoraggio certificate davvero
Il mondo della sicurezza anticaduta è in continua evoluzione. Con l’arrivo della norma EN 17235:2024, che sostituisce le precedenti UNI 11578:2015 per i dispositivi di ancoraggio permanenti, il quadro normativo europeo sta vivendo una trasformazione profonda.
Se la Parte 1 della EN 17235 si concentra soprattutto sui requisiti di prodotto (prove, resistenza, marcatura), la Parte 2 apre un fronte nuovo: installazione, ispezioni, competenze e responsabilità.
Ed è proprio qui che il dialogo con la UNI 11900:2023 diventa fondamentale.
Cosa introduce la EN 17235 – Parte 2
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Secondo le anticipazioni, la Parte 2 della norma EN 17235 non si limita agli aspetti meccanici dei dispositivi, ma entra nel vivo delle attività operative.
In particolare:
- stabilisce criteri di installazione corretta e condizioni di fissaggio
- definisce modalità e requisiti per le ispezioni periodiche
- introduce il concetto di personale competente
- richiede istruzioni chiare per uso e manutenzione
- fornisce linee guida pratiche per la progettazione e l’integrazione degli ancoraggi nei diversi contesti strutturali
Il ruolo della UNI 11900
La UNI 11900 in Italia è già il riferimento per la qualifica professionale di installatori e ispettori di sistemi anticaduta, infatti:
- descrive i requisiti di formazione, esperienza e aggiornamento del tecnico
- regola le modalità di ispezione documentata
- riconosce le responsabilità legate all’attività, anche alla luce della Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate in ordini o albi
Due norme, un obiettivo comune
La convergenza è evidente:
- Laddove la EN 17235 – Parte 2 dice che serve personale “competente”, la UNI 11900 spiega chi lo è e come lo si diventa
- Laddove la EN 17235 richiede ispezioni periodiche, la UNI 11900 fornisce il metodo concreto per farle e certificarle
- Laddove la EN 17235 chiede istruzioni per l’uso, la UNI 11900 ribadisce che l’installatore qualificato deve lasciare manuali e formazione all’utilizzatore finale
In altre parole: la Parte 2 della norma europea EN 17235:2024 pone i principi, la UNI 11900 li concretizza con regole chiare e dettagliate.
Cosa significa per aziende e RSPP
Per i datori di lavoro, RSPP e HSE Manager, la combinazione di queste norme porta un messaggio chiaro:
- Non basta acquistare un dispositivo conforme
- Serve un impianto anticaduta certificato nel suo insieme, che includa linee vita e dispositivi di ancoraggio anticaduta permanenti, installato e mantenuto da figure qualificate e accreditate
- Ignorare questo legame espone a rischi enormi, sia sul piano della sicurezza reale che su quello delle responsabilità legali
“In un sistema anticaduta, la documentazione non è un semplice adempimento burocratico, ma parte integrante del dispositivo stesso: un impianto senza certificazioni è, tecnicamente e legalmente, un impianto non sicuro”
L’arrivo della EN 17235:2024, con la sua Parte 2, rafforza la UNI 11900 che determina lo stato dell’arte per chi deve installare e ispezionare dispositivi di ancoraggio.
In Italia, la UNI 11900 continuerà a essere il punto di riferimento per dimostrare la competenza professionale di chi lavora sugli impianti anticaduta, siano essi linee vita o dispositivi di ancoraggio anticaduta.
Allo stesso tempo, sarà sempre più evidente che senza un installatore certificato UNI 11900, un impianto rischia di non essere considerato conforme neppure alla logica europea, dove il binomio prodotto certificato + installatore qualificato e accreditato diventa inscindibile.
In sintesi: la sicurezza anticaduta non è solo questione di dispositivi, ma di persone qualificate che sanno installare, ispezionare e mantenere linee vita e ancoraggi.
La EN 17235 Parte 2 e la UNI 11900 stanno tracciando insieme questa strada, e per aziende e tecnici la direzione è una sola: alzare il livello di professionalità e responsabilità.